Canalizzazione del 15/04/2017
ANNA
NO, non è stata l’amante di mio marito, lui non mi ha mai tradito, non avrebbe mai osato farlo.
E poi per trovare cosa, un letto appena tiepido?!!!
E non è stato nemmeno il mio amante!!! Perchè io sì che ne ho avuti tanti di amanti….
Li ho presi e li ho lasciati.
Ho deciso sempre tutto io.
Non mi avrebbero mai fatto del male!
Con me si animavano di un soffio vitale che solo io potevo regalare loro e quando li lasciavo, anche se lo portavo via con me, erano contenti lo stesso per essersi sentiti almeno una volta finalmente vivi.
A loro rimaneva la meraviglia dei nostri giorni insieme: intensi, unici,irripetibili…
Non sono stata una donna comune, lo avrete capito e la mia vita era una vita piena di luce, di lustro.
Ho vissuto sempre intensamente, come mi ha insegnato mio padre: prendendo sempre tutto ciò che volevo!
Ho fatto dei miei desideri lo scopo della mia vita perchè io avevo tutto per vivere così!
Ero ricca, bella, brillante, intelligente, colta, ma soprattutto determinata e prepotente.
Nessuno ha mai osato contraddirmi.
Sono venuta qui per parlare della mia morte, anche se non ne ho molta voglia, mi disturba…una donna come me, ammazzata così, senza stile.
Ancora non ci posso credere, ancor meglio, non lo posso accettare.
Non è stata nemmeno la moglie del mio amante!
Tutte quelle storielle che sono state raccontate per anni sul mio amante, su sua moglie che come una donnetta di periferia mi spara così, sotto casa mia e proprio il giorno che avevo lasciato suo marito!!
Ce l’aveva col marito, questo sì lo sapevo, era gelosa, lo aveva anche cacciato di casa per questo…
Io però non duravo mai per tanto tempo con nessuno, anche se facevo sul serio, li amavo, a modo mio, ero travolta e li travolgevo, ma, poco prima di annoiarmi me ne andavo, li lasciavo, svoltavo via veloce.
Non ho mai sopportato le tragedie, ne’ le storie che si trascinano.
La mia vita era già quasi perfetta anche senza altri uomini e alla fine poi non mi interessavano gli uomini, ma la storia, l’eccitazione, l’intrigo, il senso del proibito, l’avere un tresca , un segreto e sempre con qualcuno con cui condividevo un progetto.
Vivevo così!
Così sicura di me che non mi ha mai sfiorato l’idea che qualcuno se la prendesse con me e mi facesse morire ammazzata in quel modo…di fianco ad una macchinetta di servizio, con le pasterelle ancora sul sedile…
Due mentecatti che non sapevano nemmeno sparare, tanto che quando sono caduta sotto al primo colpo, ranicchiata pensando di proteggermi, per spararmi alle gambe mi hanno colpita alla testa.
Tutto quel sangue che sporcava il cortile, rosso, caldo, sempre più denso e scuro e così appiccicoso…sono finita così, in mezzo al sangue, alle bugie, agli intrighi e agli equivoci, ai pettegolezzi di palazzo come in un romanzo scritto male.
Una luce, la mia luce, che si spegne in mezzo al sangue…..e così sono tornata…solo qualche minuto per dirvi com’è andata: credetemi meritavo di più!!!