Canalizzazione del 11/09/2019
EMILIA
SONO SOLA,
ti cerco con gli occhi, ma mi accorgo che sono sopra al mio corpo.
Adesso so che qualunque cosa ti volessi dire rimarrà per sempre con me.
Ah se fossi stata un’altra donna!!!
Più coraggiosa, più capace di capire che poteva esserci una vita diversa anche per me.
Da viva non me lo sono nemmeno mai chiesto, eppure adesso capisco cosa vuol dire poter scegliere, avere una voce, esporre un’opinione.
Poter prendere un’altra strada…senza un marito, senza figli, senza un corpo sempre in altalena tra il sangue che viene e quella puzza che ti porti addosso, odore di tutto insieme, sangue denso, urina, sapone. E poi la tua pancia che cresce quando il sangue non viene più e tutti ti guardano con gioia e meraviglia come se tu fossi la madre di un miracolo che nemmeno hai cercato.
La pancia che cresce, il corpo che si ingrossa e perde le sue forme. Il latte che ti imbratta la camicia e le mammelle gonfie e bollenti, così calde a volte da confonderti il pensiero. E quell’odore onnipresente di latte caramellato e rigurgito acido e dei resti delle piccole cacche che olezzano dal pentolone dove far bollire le pezze dei bimbi.
A volte la rabbia mi assaliva così forte che non riuscivo nemmeno a respirare, ma tu eri nel letto a fianco a me che mi cercavi e mi reclamavi ogni notte.
I tuoi baffi mi graffiavano la faccia e io giravo il viso dall’altra parte perchè non volevo baciarti, ma non te ne accorgevi neppure, forse nemmeno ti importava. Ti sentivo ansimare sul mio collo mentre ti muovevi dentro il mio corpo sempre più forte.
Sono stata stupidamente felice a 16 anni, nei campi, col vento a scompigliarmi ed il sole a riscaldarmi. Mentre mi donavi un papavero il cuore mi batteva forte in gola. Lo sentivo intensamente vibrare in tutti il corpo, così come sentivo le tue mani che col fiore sfioravano le mie.
Mi sentivo così importante, così donna ad un tratto e non mi sono accorta che era tutta una trappola.
Era amore? Mi sembrava amore!!
Era un brivido di giovinezza che prepotente ti fa entrare nel mondo dei grandi, un mondo di una fatica senza fine.
Era amore?
Io questo non lo so, ma so che quando sono morta non avevo ancora 21 anni e portavo già dentro di me il nostro quarto figlio.
Dopo tre femmine sarebbe stato maschio, ma non lo saprai mai, lo porto via con me.
Forse sono morta un po’ per farti dispetto!
Non volevo andarci davvero da mia sorella che era ammalata, ma quando mi hai detto che andarci era da stupidi , mi hai convinta!
Allattavo la piccola Isa, non mi sarei di certo ammalata e potevo stare qualche giorno lontana, libera almeno la notte senza il tuo fiato sul collo.
Ma la libertà non esiste per le donne come me e tu me l’hai fatta anche stavolta…
Il bambino che mi hai messo dentro e di cui non sapevo nulla, mi ha resa vulnerabile e mi sono ammalata anche io.
Nel nostro letto con la febbre alta ho lottato per un po’, ho visto mia madre che mi accudiva e ho ripensato a quando mi diceva :”figlia mia come sei bella con la pancia! Goditi questi begli anni perchè presto arrivano i capelli bianchi e i calori!”
Allora mi son detta che me ne potevo anche andare, in fin dei conti non era poi una gran vita…
Gli ultimi ricordi lucidi che ho sono delle nostre figlie: Wilma talemente famelica da mangiarsi continuamente anche le ciocche dei capelli, Maria la più sciocchiana che canticchia e saltella tutto il giorno e la piccola Isa che mi succhia anche quell’anima che forse non ho mai avuto.
La più grossa catastrofe del ‘900 si chiamava Spagnola.
Anche se le statistiche dell’epoca non sono affidabili si stima che tra il 1918 ed il 1920 ci furono tra i 50 ed i 100 milioni di morti per quella che sembrava solo un’influenza, su una popolazione mondiale che allora era di poco inferiore ai 2 miliardi di persone.
Si tratta dell’influenza Spagnola.
Persino il numero di morti della Grande Guerra che stava finendo proprio quando l’epidemia iniziò non fece così tanti morti, appena 17 milioni. Una cifra enorme, ma non se paragonata a quella dell’epidemia che seguì.
Il virus che la causò fu denoninato H1N1 ed iniziò nella primavera del 1918 ed ebbe il suo picco nell’autunno di quello stesso anno.
La diffusione del virus avvenne soprattutto attaverso le navi ed arrivò anche nei più remoti luoghi del pianeta.
Anche se non è univoca la teoria sull’origine geografica di questa pandemia, si sa però che fu chiamata Spagnola poiché i primi e riportare della sua esistenza furono i giornali spagnoli.
Questa epidemia fu anomala anche nella tipologia delle sue vittime poiché colpiva per lo più giovani adulti, sani prima di contrarre il virus e dava febbre alta, cianosi e tosse con sangue, chi veniva contagiato moriva nella stragrande maggioranza nel giro di pochi giorni.
Purtroppo a quei tempi la medicina non aveva ancora scoperto gli antibiotici e le popolazioni erano per lo più indebolite dalla malnutrizione e dalla Grande Guerra.
Nonostante questo però spagnola non ha risparmiato nemmeno personaggi illustri quali il filosofo Max Weber, il poeta Guillaume Apollinaire, i pittori Egon Schiele e Gustav Klimt.
Questa pandemia cambiò il mondo anche se a posteriori quando si pensa alle peggiori catastrofi del ‘900 si pensa alle guerre ed è incredibile come sia stato quasi dimenticato un evento che fece così tanti miloni di morti in così poco tempo!